David Bowie live in Berlin, 1976

David Bowie live in Berlin, 1976

© Andrew Kent

DAVID BOWIE

David Bowie (IPA: /ˈdeɪ.vɪd ˈboʊ.i/), pseudonimo di David Robert Jones (Londra, 8 gennaio 1947 – New York, 10 gennaio 2016), è stato un cantautore, polistrumentista e attore britannico.

Questo è l’incipit della pagina di italiana di Wikipedia dedicata a Bowie. In realtà le mostre che, in questi ultimi dieci anni, stanno raccontando l’esperienza professionale di Bowie non possono prescindere dall’esperienza umana di David Robert Jones. In particolare, perché Bowie/Jones ha scelto la musica, come forma d’arte per esprimere la sua volontà di essere ed esistere, per praticità e perché, verso la fine degli anni Sessanta, esprimersi attraverso la musica era alla portata di tutti.

Il suo principale interesse, prima che la musica diventasse preponderante, era la scrittura. In merito alla musica e al cantare le sue canzoni, in varie interviste Bowie ammise addirittura che avrebbe dato il suo braccio sinistro se avesse potuto farlo fare a qualcun altro. Questo è emblematico di una personalità alla ricerca di un medium per esprimere il proprio mondo interiore e la propria visione della vita. E alla fine, geniale come era, comprende che il medium è il messaggio, per dirla con Marshall McLuhan. In questa visione del mondo Bowiano, il personaggio Ziggy Stardust era il vero messaggio, più delle canzoni che cantava.

Certo il rock and roll, sin dalla metà degli anni Cinquanta, aveva scosso anche i sobborghi di Londra dove Bowie era cresciuto e, il jazz era di casa per via di quel fratellastro che lo ascoltava e che David venerava. Terry Burns, nato da una precedente relazione della madre, leggeva gli scrittori della Beat Generation, ascoltava il jazz ed in genere era fortemente interessato a tutto ciò che stava accadendo oltreoceano in quel momento storico fondamentale per la nascita della cosiddetta cultura pop. Terry si suicidò nel 1985 dopo aver trascorso un lungo periodo in un ospedale psichiatrico. La diagnosi era: schizofrenia paranoide. La malattia mentale di Terry, che derivava dal ramo materno – tre sorelle della madre furono trattate in strutture psichiatriche – lasciò al giovane David molte domande e altrettante paure. Principalmente quella che gli diagnosticassero, un giorno, la stessa patologia.

David, Pat, and Iggy look out the window of their train as they prepare to depart Basel, Switzerland for Moscow, Russia, 1976

David, Pat, and Iggy look out the window of their train as they prepare to depart Basel, Switzerland for Moscow, Russia, 1976

© Andrew Kent

Oltre a Terry il giovane David era affascinato dai pittori, in particolare dal movimento espressionista tedesco, Die Bruecke, che studiò a scuola. Dal teatro e dalla rappresentazione mimica tanto da diventare allievo di Lindsay Kemp, il mimo e artista che gli ha insegnato a stare su un palco e ad essere Ziggy Stardust. E poi la letteratura. Bowie è sempre stato un lettore accanito. Quando era un giovane in cerca della propria strada da percorrere, spesso si aggirava con un libro nella tasca della giacca… giusto per far colpo sul suo vicino di posto in metropolitana, ad esempio. Ma alla fine – come lui stesso racconta – quei testi li ha veramente letti. E hanno permeato fortemente sia la sua personalità che la musica che sarebbe andato a comporre.

Da Space Oddity in poi, infatti, Bowie ha espanso gli orizzonti mentali di intere generazioni, creando personaggi per mezzo dei quali ha potuto trasmettere messaggi universali a tutti coloro che si sono soffermati ad ascoltare e ad osservare attentamente sia il David Robert Jones dietro la maschera che l’artista Bowie nelle sue varie declinazioni: Ziggy Stardust, Halloween Jack, Aladdin Sane e il Sottile Duca Bianco, il protagonista della storia che andiamo a raccontare in questa mostra.

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